Villa Bossi - Zampolli è un immenso complesso monumentale noto anche come "Castello di Azzate", ricchissimo di storia e di ambienti perfettamente conservati (nella parte monumentale) e di altre porzioni edilizie in stato di degrado più o meno avanzato.

L'impianto oggi visibile risale al 1772 ma ingloba pre-esistenze cinquecentesche e quattrocentesche, ed è stato costruito sui resti medioevali di un castello nato con scopi militari. Dopo il XIII secolo divenne casa-forte e successivamente villa. Con l’avvento delle nuove esigenze residenziali, molte delle strutture originarie sono andate perdute. Si presenta perciò come l’unione di più parti e stili, quello tardo medievale (Corte del Barbé), la villa del Settecento e i rustici. Della parte più antica si conservano le finestre in cotto e gli affreschi del XV secolo. Gli interni della villa sono affrescati con scene di vita campestre e, nella sala da ballo, dalle quattro virtù. I lavori sono opera di Giovanni Battista Ronchelli.

All’interno del complesso si trova l’Oratorio di San Lorenzo al Castello, la cappella privata della villa anche dedicata a San Gaudenzio. La sua costruzione è sicuramente pre-viscontea, forse del XIV secolo. L’orientamento dell’abside è stato invertito, pur rispettando le originarie fondazioni.

Nel XIX secolo Villa Zampolli divenne la residenza della regina Maria Cristina di Borbone, regina consorte di Sardegna. La sovrana fece costruire un grande giardino all’italiana, che scende verso il lago. La villa è oggi di proprietà privata e non visitabile.

Lo studio progettuale ha tentato di proporre una valorizzazione di questo patrimonio architettonico in modo coerente con le caratteristiche monumentali: la cesura delle attività imprenditoriali seguita alle note vicende pandemiche ha interrotto ulteriori approfondimenti di recupero e sviluppo del contesto edilizio ed urbano.

 

 

 

 

Se siete nei pressi, potete raggiungere il perimetro della Proprietà e constatare con quanta imponenza essa si colloca nel centro edificato circostante.