La Chiesa e il Convento degli Agostiniani formano un magnifico complesso barocco del XVI secolo, edificato in pietra leccese, utilizzando il materiale proveniente dalle cave vicine.
La costruzione del complesso è iniziata nel 1573, attorno ad una chiesa più piccola pre-esistente, della quale oggi non restano tracce visibili. Tra il 1638 e il 1662 vi furono significativi interventi sotto la guida dell'architetto Francesco Manuli e dello scultore Giuseppe Zimbalo. La parte conventuale è oggi compromessa dal lungo periodo di abbandono seguito alla soppressione dell'attività monastica: la proprietà è del Comune di Melpignano, il quale da molti decenni porta avanti un meritevole programma di consolidamenti, recuperi, restauri e valorizzazione. Il Chiostro conserva il pozzo centrale con lo stemma della famiglia Castriota, mentre quasi tutto il colonnato è andato perduto durante la prima metà del novecento.
Il progetto di restauro prende avvio da un'estesa campagna di rilievo laserscanner, che ha permesso di restituire la nuvola di punti integrata sia degli esterni che degli interni, dalla quale ha preso le mosse una impegnativa gestione BIM dei dati di rilievo, in modo da costituire una forte base conoscitiva anche per tutti i prossimi cantieri, che verranno frazionati in relazione alle priorità di intervento e alle disponibilità economiche della Stazione Appaltante. Il BIM si dimostra quindi ancora una volta lo strumento più evoluto per la gestione delle scelte di intervento, soprattutto nella complessità della ricerca del miglior percorso strategico nell'allocazione delle risorse.


Se siete in Salento potreste fare una deviazione e vedere con i vostri occhi, senza considerare che questo sito monumentale ospita ogni anno la celebre Notte della Taranta (ogni mese di agosto), spesso trasmessa in diretta TV sulle reti RAI:

