La percentuale di costo degli impianti, sul totale dell'appalto, è enormemente cresciuta nel corso degli ultimi 15-20 anni, così come è cresciuta la loro complessità tecnica e progettuale. Inoltre è richiesta sempre di più una stretta correlazione sul funzionamento del sistema edificio-impianto: tutta la normativa in materia di risparmio energetico è basata sul controllo delle prestazioni di questo binomio, tanto che non è più possibile separare progettualmente un elemento dall'altro.

Ogni carattere architettonico (compreso elementi fondamentali della composizione architettonica in senso stretto, quali il rapporto fra superfici piene e superfici finestrate, nonchè gli ombreggiamenti e l'esposizione geografica) devono essere posti in relazione con la corretta impostazione impiantistica, alla ricerca di un equilibrio che non è soltanto di "efficienza energetica" ma anche di risultato formale e di coerenza complessiva del progetto.

Un involucro che ignora le problematiche di efficienza termotecnica (o le subisce forzatamente in un secondo tempo) risulterà meno efficace anche dal punto di vista del risultato architettonico, dovendo modificare necessariamente alcune proporzioni in modo probabilmente non opportuno dal punto di vista compositivo ed estetico.

Un ulteriore tema sono i passaggi impiantistici, ovvero gli ingombri geometrici, sempre più rilevanti, che devono essere integrati nel progetto architettonico (e strutturale) senza forzature che ne incrementerebbero costi e tempi di realizzazione. Per tutti questi motivi, la progettazione deve essere integrata fin dalle prime fasi, e solo un metodo BIM di interfaccia continua fra software specialistici è in grado di poter costruire questa integrazione con efficacia e senza tempi di riprogettazione.

Il tema è molto ampio e coinvolge tematiche ancor più delicate nel caso di interventi sul costruito, e, a maggior ragione, di interventi sul patrimonio culturale, dove la scelta stessa del sistema impiantistico risulta inevitabilmente condizionata dalle possibilità di concreta localizzazione degli ingombri che ne derivano.

Per tali motivi, negli edifici esistenti, il sistema edificio-impianto viene studiato ed analizzato appena il rilievo geometrico diventa disponibile. Analogamente, con problematiche apparetenemte minori, si integrano le componenti elettriche, che includono sia le linee di alimentazione (380V o 220V secondo le utenze) ma anche tutti gli impianti a corrente debole quali rilevatori di fumo o di presenza, termostati, impianti di videosorveglianza, rete dati, impianti anti-intrusione e così via.

Così il modello contiene, mentre il progetto prosegue, le informazioni esecutive di cantiere: le immagini in apertura e qui sotto sono tratte dal medesimo progetto, e sono diverse rappresentazioni degli stessi oggetti impiantistici. Ne segue anche il vantaggio di una quasi perfetta computazione delle componenti impiantistiche da installare, a vantaggio della precisione sulla previsione economica degli interventi previsti.

 

 

I temi progettuali che affrontiamo più spesso sono quelli tipici dell'edilizia civile, ovvero: