A parte gli innumerevoli casi di consolidamento dei solai in legno mediante connettori in acciaio e cappa collaborante, tecnologia ormai in uso da almeno 20 anni, abbiamo lavorato in particolari situazioni di recupero di capriate storiche di notevoli dimensioni (nel caso dell'immagine sopra, 16 m di luce), nell'intento di recuperare la funzionalità necessaria con il minimo intervento.

Nel caso in esame, alcune decine di capriate (di diverse geometrie, luci, stato di conservazione, degradi localizzati, ecc.) sono state rilevate una per una, con particolare riguardo allo stato e alle dimensioni delle regge metalliche, delle giunzioni, degli innesti nella muratura, e di tutti quei particolari costruttivi da cui dipende la piena affidabilità di strutture simili.

A fronte anche dei dati sulla qualità del legno (ricavati con prove di avanzamento alla punta), sono stati proposti interventi di consolidamento specifici per ogni posizione, introducendo (o sostituendo) membrature lignee assenti o irrecuperabili (a volte con interventi di protesizzazione), e, soprattutto, proponendo un intervento di miglioramento sismico mediante sistemi in acciaio post-tesi. Gli interventi sono così reversibili, riconoscibili, possono essere monitorati facilmente e sono perciò coerenti con il principio generale della conservazione.

I tenditori in acciaio contribuiscono al tiro delle catene in legno, al confinamento dei nodi e alla deformazione del telaio strutturale nel piano. Inoltre, dato che le verifiche al fuoco, con il metodo della sezione ridotta, non prevedono il contemporaneo carico dinamico da sisma, le parti in acciaio non sono state considerate nelle verifiche al fuoco e, quindi, possono essere lasciate a vista, a vantaggio anche della pulizia estetica dell'intervento.

Il criterio di consolidamento è stato adottato anche in parte delle coperture del Castello Sforzesco di Vigevano, con piena approvazione da parte della competente Soprintendenza.